Italian, 04.nov.24

4 Novembre 2024
Come scritto a Prasanthi Nilayam oggi
La vita è una breve rappresentazione teatrale, questo corpo è simile a una bolla e la mente è sempre instabile. Nella Gita, Arjuna confessa a Krishna che la sua mente vacilla costantemente e che è difficile da controllare; ciò nonostante, l’essere umano deve concentrarsi sulla destinazione effettiva. Qual è questa destinazione, questa meta o scopo della vita? Il Bhagavata e la Bhagavad Gita lo hanno chiarito: la nostra destinazione è la fonte da cui proveniamo.

Finché l’individuo è coinvolto nel mondo fenomenico (prakriti), la mente rimane instabile e vacillante. La dichiarazione vedica “io sono Lui” (soham) è dimostrata dalla fase di inspirazione; quando si espira e si pronuncia “aham”, si rinuncia all’io. “So-ham“ proclama l’identità dell’individuo con il Divino ma questa identità non può essere compresa finché si rimane impigliati nei tentacoli del mondo materiale.



Discorso Divino del 11 febbraio 1983

Due ali sono essenziali affinché un uccello voli alto nel cielo e due ruote lo sono affinché una bicicletta viaggi; così l’amore (prema) e il servizio (seva) sono essenziali per l’uomo che vuol raggiungere la destinazione.

Con Amore,
Baba