Italian, 09.oct.24

9 Ottobre 2024
Come scritto a Prasanthi Nilayam oggi
Le parole “yajna” e “yaga” sono entrambe tradotte con il termine ‘sacrificio’; questo è lo scopo primario per cui tali riti vengono officiati. Si sacrificano le ricchezze, le comodità e il potere (tutto ciò che promuove l’ego) e ci si fonde nell’Infinito; questo è il raggiungimento e il fine. Gli yajna sono utili poiché sostengono l’ideale del sacrificio, biasimano l’acquisizione, enfatizzano la disciplina piuttosto che la distrazione e insistono sulla concentrazione della mente, della lingua e delle mani sulla Divinità. I cinici contano i sacchi di grano, i chilogrammi di ghi e i quintali di carburante [che donano al fuoco] e chiedono in cambio altri sacchi, chilogrammi e quintali di contentezza e felicità. Gli effetti dello yajna sul carattere e sulla coscienza non possono essere misurati in metri o pesati in grammi, sono qualcosa di incommensurabile anche se reale e sperimentabile. I cinici, inoltre, non calcolano il ghi, il grano e il carburante che essi stessi hanno consumato senza riceverne alcuna gioia in cambio. Il grano e il ghi offerti nel fuoco sacro accompagnati delle formule vediche rendono mille volte oltre a pulire e rafforzare l’atmosfera in tutto il mondo altrimenti l’Avatar non incoraggerebbe né rianimerebbe questi yajna.



Discorso Divino del 7 ottobre 1970

Offrite voi stessi a Dio ed Egli vi concederà un numero infinito di gioielli di beatitudine.

Con Amore,
Baba